Stai pensando di creare un app mobile come facebook o di creare un app stile instagram?
Per semplificare: tutte le app che hanno una funzione di messaggi possiamo definirlo un social network.

È necessario fare una premessa: nell’ultimo anno mi sono ritrovato a creare applicazioni per social network. Personalmente non mi piacciono, ma 2 clienti su 4 mi chiedono social network. Posso assicurarvi che ormai mi sono fatto una cultura su questa tipologia di applicazioni e voglio fornirvi cinque punti su cui riflettere prima di lanciare un social network.

#1 Identifica il tuo utente

Il primo punto è identificare il proprio cliente. In poche parole questo significa e si traduce con “chi personalmente riesci ad attirare”. In ambito startup ritroviamo una fase che si chiama pivoting, il pivoting sarebbe una fase di cambiamento; in cui di solito si pivota il prodotto o l’audience, il pubblico. 

Voglio darvi un mio consiglio, dato che per esperienza posso dire che solitamente la maggior parte delle startup pivota il prodotto. Sapete perché di solito viene scelta questa strada? Perché si rendono conto di chi riescono a raggiungere, mi spiego; se sono il giornalista di Bloomberg o di un giornale grosso, oppure sono uno YouTuber, ovviamente non ha senso andare a cercare un altro pubblico, in quanto ne ho già uno a cui posso rivolgermi. Quello che è quindi più conveniente da fare è andare a creare un prodotto in base al pubblico che ho a disposizione. Quindi questo è il  motivo per cui la maggior parte delle startup, pivota il prodotto, ovvero cambia e modifica il prodotto in base al pubblico che si trova davanti. A quel punto, una volta capito dove si trova e quale è il mio cliente, posso organizzare dei focus group, ovvero dei gruppi di ascolto dove chiedo alle persone: “Vi piace la mia app? Che cosa vorreste? Che cosa vorreste eliminare?”. Questa è la strada giusta per creare il prodotto assieme ai miei utenti, proprio come lo desidererebbero e vorrebbero loro.

Un’altra cosa importante che non deve essere sottovalutata è premiare gli utenti iniziali, anche detti “early adopter”, con lifetime advantage, vantaggi a vita per valorizzare il fatto che sono stati i primi, e sono stati proprio coloro che ci hanno supportato. 

#2 Conosci il tuo costo di acquisizione

Il secondo punto è conoscere il proprio costo di acquisizione. Questa seconda azione può essere utile innanzitutto per farsi due conti sulla base del nostro modello di business, per rettificare poi il proprio modello di business; ma anche soprattutto per capire quanto mi costa acquisire un utente.

Le domande che ogni persona dovrebbe iniziare a porsi sono queste: “Ne vale la pena o devo inventarmi qualcosa di nuovo per acquisire utenti?” Cioè, vanno beni i sistemi di marketing tradizionali, oppure devo inventarmi qualcosa di nuovo; come ad esempio un “growth hacking” (growth viene da crescita, per cui si va ad indicare l’hacking della crescita)?.Voglio fare un esempio di growth hacking. Perché è importante conoscere il costo di acquisizione? C’è un’applicazione inglese, qui a Londra dove abito io, che si chiama Fat Lama, tempo fa pagava le persone per invitare amici.

Loro avevano un programma di referral, testato personalmente da me, dove pagavano gli utenti, e gli mandavano dei soldi (mi è arrivato proprio il bonifico in banca). Perché questo? Perché quando capiamo che il costo di acquisizione tramite i sistemi tradizionali è 20€, a quel punto si capisce che a me conviene di più pagare i miei utenti per invitare i loro amici.Le domande che ogni persona dovrebbe iniziare a porsi sono queste: “Ne vale la pena o devo inventarmi qualcosa di nuovo per acquisire utenti?” Cioè, vanno beni i sistemi di marketing tradizionali, oppure devo inventarmi qualcosa di nuovo; come ad esempio un “growth hacking” (growth viene da crescita, per cui si va ad indicare l’hacking della crescita)?.

#3 Focus su una o più piattaforme?

Andiamo ad analizzare il terzo punto che è quello relativo al focus su una o più piattaforme. Questa azione può variare, non c’è una formula precisa o scritta, quindi questo punto va un po’ considerato e preso con buon senso, poiché dipende principalmente da tre fattori: dal budget, dalle risorse umane e dal tempo che una persona ha a disposizione. Queste tre variabili fanno cambiare il lancio della app su una piattaforma o su più piattaforme, poiché a seconda di quale scelta si deciderà di intraprendere, ci sarà una dispersione più o meno sostanziale di soldi, energia e di personale.

#4 Quando lanciare ufficialmente

Il quarto punto, ovvero quello relativo al lancio, parte da una premessa che voglio farvi. I social network fanno parte di quella categoria che io personalmente ho definito “app ad interazione multiutente”. Da come si può vedere dalla foto, l’interazione singola è ad esempio una app come la calcolatrice; dove io capisco in un batter d’occhio cosa fa quell’applicazione. 

Le app multiutente invece sono i giochi, i social network vari… perché cosa cambia qui? Beh; è un po’ come dire: vado in discoteca e non c’è nessuno nel locale. Questo è l’esempio più appropriato, infatti nessuno vorrebbe entrare in una discoteca e trovarsi il locale vuoto.
Quindi che cosa si fa? A mio parere, chi lancia un social network deve anche necessariamente  valutare un investitore, cioè valutare l’aiuto di investitori e investimenti, perché le persone vanno spremute e inserite nell’applicazione tutte in una volta, non è come un prodotto tipo la calcolatrice che posso vendere piano piano. No, il lancio prettamente ufficiale del social network che si differenzia tra gli alpha e beta test, che ho detto prima nel punto relativo ai focus group, va fatto grosso, un po’ come l’apertura di un ristorante.

#5 Differenziati, no seriamente


Ultimo punto: DIFFERENZIATI. Sentiamo molto spesso questa parola e sembra quasi una filastrocca imparata a memoria, dove chi la narra non ha capito nemmeno lui il senso. 
Oggi ci sono tante più startup rispetto a dieci anni fa, però va bene così, perché le startup di successo di trovano all’interno di nicchie di mercato, ovvero piccoli gruppi di mercato, piccoli segmenti di mercato. Infatti pensare di distruggere domattina il mercato con una app rivoluzionaria e spodestare un’applicazione miliardaria come Facebook è poco realistico.

Quello che bisogna invece fare è crearsi una propria nicchia di mercato e iniziare a dare valore al piccolo. Volete un esempio? Tutto quello che può essere facilmente replicabile in un Facebook Group o un MeetUp, non ha proprio senso di essere lanciato; proprio perché gli utenti in quel momento si domanderanno perché devo scaricare un’altra app quando posso semplicemente aprirmi un gruppo Facebook? Ma pensiamo ad esempio a un social network per gli amanti della pesca e in particolare per i pescatori stessi. L’applicazione dovrebbe avere delle funzioni specifiche relative a quel settore, magari che possa permettere di inserire le misure del pesce catturato per poi condividerle sul social network e parlarne con amici pescatori. 

Parola d’ordine? Differenziati!

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