In questo articolo vi parlerò di chi investe in app mobile ma anche investitori di start up perché, per la loro stessa natura, queste sono due cose strettamente connesse tra di loro. 

Le start up, aziende di piccole dimensioni che crescono velocemente, aggressive sul mercato e fortemente innovative, hanno spesso come hard core lo sviluppo di applicazioni per cellulari, perchè questo tipo di tecnologie si presta ad avere uno sviluppo rapido ed esponenziale tipico di queste aziende.

Quando si parla di start up digitali, infatti, stiamo parlando quasi sempre o di una piattaforma o di un’app mobile.

Cerchiamo di capire cosa cercano gli investitori

Gli investitori cercano innanzitutto persone con una start up mindset.

Cosa significa? Significa che gli investitori cercano persone dell’ambiente,  che capiscono come funziona il gioco delle start up, che vogliono far parte di questo gioco, che conoscono sia le regole che i giocatori.

Dato che le start up hanno un potenziale esplosivo e allo stesso tempo hanno un alto tasso di rischio, questi investitori preferiranno rivolgersi ad individui/professionisti che vogliono far crescere l’azienda e vogliono ottenere un ampio margine di profitto in tempi brevi (ossia che abbiano una start up mindset).

Quindi, queste persone devono essere in grado di partecipare allo sviluppo della start up digitale stessa, devono essere bravi a testare le nuove idee, devono saper convincere gli investitori – non solo quelli che hanno davanti oggi, ma anche quelli che si spera verranno nel futuro – devono creare un buon prodotto, devono sapere come lanciarlo sul mercato e soprattutto cercare un buon product/market fit, cioè devono riuscire a posizionarsi in un buon mercato con un prodotto in grado di soddisfare quel mercato. 

Non meno importante è aver un buon vocabolario per capire come muoversi in questo ambiente, perché gli investitori non hanno intenzione, né tempo, per fare formazione.

Molto importante per gli investitori è la Traction della start up.

Cosa intendiamo con questo termine? 

Fondamentalmente, ogni start up ha delle metriche di traction diverse. La traction può essere quantificata e misurata in diversi modi: volume di traffico del sito Web, numero di clienti, numero di grandi partner, tasso di fidelizzazione dei clienti,  ricavi, etc.

Quando parliamo di traction intendiamo la capacità di attrarre nel tempo i clienti, ma anche di avere una crescita esponenziale e sostenibile, che è la cosa più interessante per chi deve investire.

Il Team

Cosa cercano gli investitori in un team?

Esperienza di start up

In generale capirne di start up non è essenziale. Questo è un plus, dipende molto dai casi, non c’è una formula in assoluto, intendiamoci. Se sei il ricercatore che ha inventato la formula per essere invisibile non c’è bisogno che  tu te ne intenda di start app. Ma qui stiamo parlando di persone che hanno individuato una nicchia di mercato interessante e stanno cercando investitori per sviluppare un progetto.

Esperienza relativa all’ app

Continuando con gli esempi, se stai aprendo una pizzeria, dovresti almeno saperne di pizza, o essere un pizzaiolo, o assumere quanto meno uno che sa cosa sia una pizza. Non ha senso lanciarsi in un settore che non si conosce, bisogna almeno aver dimostrato di aver fatto i compiti a casa.

Formazione (la preparazione è sempre importante)

Per presentarsi agli investitori con qualche possibilità di successo in più  è importante prepararsi seguendo dei corsi di formazione. Ce ne sono anche moltissimi online di ottimo livello. 

Qui ne elenco alcuni che conosco personalmente e che sono facilmente ricercabili sul web.

La Startup School di Ycombinator che è in inglese ed è gratuita.

La  UX Foundation, una scuola che fa corsi di user experience e user design utili per prendere ispirazione su come creare un buon design dell’app e fare scelte guidate dall’esperienza utente.

Queste due scuole ti offrono degli strumenti per capirne di più dello start up mindset e ti mettono in condizione di saper disegnare un buon prodotto.

Altra cosa è la Apple Academy, dove l’offerta di corsi è molto vasta: qui puoi scegliere molti tipi di specializzazione, puoi fare lo sviluppatore, il designer, etc.

E comunque, anche se adesso fai un altro lavoro, cameriere o barista, avere una certificazione, anche on line, ti consente di avere gli strumenti per operare professionalmente ed essere appetibile in questo mercato. Tutto quello che ti ho segnalato non ha bisogno di prerequisiti, solo tanta forza di volontà.

Un progetto che ho personalmente a cuore. La NAStartUP: una non profit di Napoli che comunque opera ovunque nel mondo, ti permette di fare esperienza diretta partecipando agli incontri, conoscere i partners e avere la possibilità di connettersi con Investors e Startup di tutte le dimensioni.

Avendola io stesso frequentata e continuando a farne parte, te la consiglio perchè è un’ottima scuola ed è una vera palestra per start up.

Avere una grande Storia 

Just as a good story has a strong plot, a good startup has a strong vision.

Per concludere, quando hai un progetto in cui credi, e una formazione professionale, ti serve ancora una cosa: una grande storia.

Gli umani da sempre amano le storie, ed essere un buon storyteller in questo mondo è veramente fondamentale.

Quello che succede normalmente è che i potenziali investitori vengono continuamente pitchati, ossia viene proposta loro, ogni giorno, un’idea diversa. 

Data la massa di potenziali progetti concorrenti, è necessario rendere appetibile la tua app e trovare una “buona storia” per il  tuo progetto, che coinvolga gli investitori.

Bisogna quindi impegnarsi a vendere la propria idea con una narrazione che sia vincente, che metta in luce i punti forti del tuo progetto e che convinca l’investitore ad intraprendere la nuova avventura imprenditoriale. 

Lo storytelling nell’ambiente delle start up è forse più importante delle complicate analisi di mercato e dei freddi business plan, perchè nel momento in cui nasce un progetto c’è sicuramente più immaginazione che dati certi, più sogno e speranza che bilanci e statistiche. Chi investe deve innamorarsi del progetto: quindi sta a te trovare la storia che lo convincerà. Ricorda che mostrare quale è stato il motivo che ti ha spinto a scegliere un progetto (why) e la passione che ti spinge a promuoverlo saranno determinanti per convincere il tuo potenziale investitore a scegliere te invece che un altro.

Quello che non vogliamo in un investitore

Ultimo consiglio: non cercare un investitore solo per i soldi e con il quale tu non abbia una buona connessione, a meno che questo non abbia solo una piccola percentuale di partecipazione al finanziamento dell’app e non faccia parte del board decisionale. Se non hai affinità con questa persona ti consiglio vivamente di  scartarla, perchè una cattiva relazione con il tuo investitore o una vision divergente, potrebbe segnare per sempre e negativamente le sorti della tua app / startup. 

Se non sai da dove partire ti lascio questi due articoli fondamentali da leggere:

Come scrivere un business plan

Quanto costa un app

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