Cosa c’entra il coronavirus con il mondo delle applicazioni

“The trend is your best friend” è un modo dire che si può applicare in moltissime situazioni: dal mondo della moda, a quello della finanza, da quello dei media a quello della politica e, perché no? anche al mondo delle applicazioni per il web e i cellulari.

Quando appare un nuovo trend la cosa più ovvia da fare, per chi vuole guadagnare in posizioni, in denaro, in visibilità è “cavalcarlo”, ossia sfruttare il momento di popolarità di un certo argomento, cavalcando “l’onda crescente”, proprio come si fa con un surf, per trarne un vantaggio personale.

La cosa non è necessariamente da condannare, anzi, spesso è una necessità per poter emergere e farsi conoscere in un certo ambiente.

Andiamo, quindi, a vedere cosa succede quando, nel mondo delle applicazioni web e cellulari, il trend del momento è il virus per cui l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’emergenza sanitaria globale.

Cominciamo col dire, non senza una certa diffidenza visto l’argomento, che “coronavirus” al momento è la parola più ricercata sul web, è cioè diventato il trend del momento.

Naturalmente sono tanti che hanno raccolto la sfida e hanno deciso di cavalcarlo.Ma come lo stanno facendo? Ci sono essenzialmente due modi per farlo.

Il primo è quando uno sviluppatore crea un’app utile e la rende gratuita per tutti per un  fine nobile. Questo è il caso che mi piace definire un ” opportunismo altruista”.

Il secondo è invece quando uno sviluppatore crea un’ app utile per tutti apparentemente gratuita, ma lo fa solo per ottenere dei vantaggi personali a scapito degli altri…Questo io lo definisco puro sciacallaggio.

Prendiamo il primo caso: chi fa “opportunismo altruista” approfitta della popolarità di un trend, in questo caso il coronavirus, o perché trae una forma di soddisfazione personale nel fare del bene agli altri (una sorta di humanitarian volunteering) o anche per fare semplicemente del personal branding, auto promozione.

Creare un’app gratuita per tutti, infatti, è sicuramente un “bel gesto”, che da’ un ritorno di immagine, notorietà e prestigio a chi lo fa; e naturalmente la fama, la notorietà e il prestigio potranno essere monetizzate in futuro cosa che, secondo me, è qualcosa di moralmente accettabile, finché non nuoce a nessuno.

Prendiamo, ad esempio, il caso della web app sviluppata dalla Johns Hopkins University.

Qui ci troviamo di fronte ad un’istituzione nota, un’Università, che mette a disposizione degli utenti una mappa della diffusione del coronavirus in tempo reale, con i casi confermati, i ricoveri e le morti per Paese.

In questo caso si tratta sicuramente di un’ app sviluppata da studenti e/o professori, molto ben fatta, che cita fonti certificate – come WHO, U.S. CDC, ECDC China CDC (CCDC), NHC e DXY – ed è nata con lo scopo (altruistico- opportunistico) di aiutare la ricerca e l’istruzione in questa triste circostanza, come si può leggere nel disclaimer in calce alla pagina (“This website…is provided to the public strictly for educational and academic research purposes”).Il successo di questa app porterà ancora più prestigio ai suoi sviluppatori e all’Università stessa, sia in termini sia di fama che economici.

A prescindere dall’interesse o meno di conoscere il numero dei contagiati e dei morti – io personalmente non ne ho alcuno – comunque possiamo affermare che questa app è stata creata per uno scopo nobile e, provenendo da un’autorevole istituzione, è senza dubbio sicura ed affidabile.

Passiamo al secondo caso. Vediamo questa web app, che da come si presenta, The Coronavirus App, si autoproclama addirittura l’unica applicazione ufficiale del coronavirus di Wuhan.


Link “ufficiale” https://coronavirus.app/

Questa applicazione, creata a Taipei (Taiwan, Repubblica di Cina) dagli sviluppatori di  una start up, pur somigliando graficamente alla prima, dando più o meno le stesse informazioni, grafici, mappe, etc. nasce con un diverso intento. Lo si capisce subito dal fatto che ci viene chiesta l’email per avere aggiornamenti e reports sulla diffusione della malattia.

Inoltre, notiamo come l’estensione usata è una .app, mentre un’applicazione ufficiale (ad es. una emanata da un governo o un istituto di ricerca) ha più realisticamente un’estensione .gov o .edu.

Questo genere di applicazioni inseguono il rapido successo per scopi decisamente non altruistici. E’ puro sciacallaggio.

Vediamo un’altra app, fatta per tutti i dispositivi computer, Mac e Linux, dove con 2 dollari puoi anche vedere dal tuo desktop le morti in tempo reale.
App per desktop windows e mac a pagamento
https://gumroad.com/l/coronavirusapp

Non riesco ad immaginare chi possa desiderare di accedere a questo tipo di informazioni, e addirittura in tempo reale. Ma tant’è!
Anche questo è puro sciacallaggio perché si fa leva sulla morbosità o le paure di certi individui.

Infine, c’è un’altra applicazione per Android e cellulari che ti da’ la mappa della diffusione della malattia, ma oltre ad una serie di infografiche, informazioni e dati ti spiega come proteggersi per evitare di ammalarsi. All’interno dell’app trovate una check list per vedere se avete contratto il virus o se siete a rischio.

Questa mi sembra un’ applicazione utile nata per aiutare le persone; ma bisogna sempre fare attenzione, perché non sempre siamo in presenza di servizi offerti per puro idealismo e amore per l’umanità sofferente.

Il sospetto di sciacallaggio di un certo tipo di sviluppatori con le loro app è lecito quando ci troviamo di fronte ad argomenti ed eventi straordinari – come il coronavirus – verso i quali è altissima la curiosità del pubblico.

Faccio notare, per inciso, che il sospetto è ancora più giustificato da quando, come riporta l’ Ansa in questi giorni, sembra che sia stato scoperto che il coronavirus viene usato come esca da criminali informatici.

Le tecnologie di rilevamento della società di sicurezza informatica Kaspersky, infatti, hanno individuato nelle ultime settimane dei file dannosi che si presenterebbero come documenti relativi al virus e alle istruzioni su come proteggersi, da scaricare sotto forma di file pdf, mp4 e docx.

Il nome dato ai documenti suggerisce che si tratti di istruzioni video su come proteggersi dal coronavirus, aggiornamenti sulla minaccia e persino procedure di rilevamento del virus. In realtà, questi files pare che contengano diverse minacce informatiche (tra cui Trojan e worm), in grado di distruggere, bloccare, modificare o copiare i dati degli utenti, oltre ad interferire con il funzionamento dei computer o delle reti dei dispositivi.

Quali sono i rischi di cavalcare il trend “coronavirus”?

La presenza di operatori criminali – approfittatori degli ingenui o di persone che sono prese da paranoie, o curiosità morbose verso una tremenda malattia – sviluppa inevitabilmente una certa diffidenza verso queste app e per chi le sviluppa, a meno che non si tratti di istituzioni o entità certificate di tipo governativo, scientifico, o universitario.

Venendo alla conclusione, il senso di questo articolo è mettere in guardia dal voler cavalcare l’onda, il trend, a tutti i costi, soprattutto quando ci si muove su un terreno minato come quello del coronavirus e delle relative fobie o paranoie degli utenti.

Innanzitutto si perde in credibilità se non si esegue un lavoro di altissimo livello professionale e, oltretutto, si rischia di essere scambiati o associati alla categoria degli sciacalli.

Capisco il desiderio per alcuni di emergere rapidamente in questo mondo, ma per diventare famosi, guadagnare, se non immediatamente denaro, per lo meno visibilità, il mio consiglio è quello di evitare di farlo sfruttando trend legati ad eventi nefasti, o associando il proprio nome a cose negative.

E’ fondamentale, invece, costruire il proprio prodotto intorno ai valori positivi, alla propria mission, alla propria vision che ci accompagneranno nelle scelte di vita.

Warren Buffet

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